

Federico Chiesa si racconta a Sportweek. Così l’esterno d’attacco della Fiorentina ha parlato del suo percorso di crescita e non solo: “La valutazione di 75 milioni di euro? Fa un certo effetto se uno si mette lì a pensarci. Il segreto è proprio questo: non me ne curo, penso solo a fare bene in campo, a migliorarmi, dando maggiore continuità alla mia prestazione nell’arco della partita. Insomma, il valore del cartellino non mi riguarda”.
FUTURO – “Non sono nessuno al cospetto di Antognoni: lui ha lasciato un segno indelebile nello sport italiano, io sono solo al terzo campionato da professionista. Diventare una bandiera? Non lo so, credo che nel calcio attuale sia complicato. Sono uomo mercato? Può essere, nel caso sarà la Fiorentina a valutare le richieste: io penso alla prossima partita contro il Napoli”.
PARAGONE – “A Firenze c’è ancora chi mi incontra per strada e mi chiama Enrico. Normale, papà ha fatto delle grandi cose e aveva quella particolarità nel tirare in porta. Non me l’ha insegnato perché credo non si possa farlo: è frutto di continui allenamenti. Ho visto e rivisto i suoi video. Non riesco a replicare quel tiro, ma continuo a studiare”.
GOL – “Il mio istinto è quello del dribbling, come un bomber vede subito la porta, io scovo gli spazi dove passare. Segno poco? Non sono un classico centravanti, ma ultimamente sto migliorando. O no?”.