

Torna subito in campo l’Inter dopo lo 0-0 contro l’Atalanta. Così Luciano Spalletti ha parlato oggi in vista della gara col Cagliari di domani: “Rafinha sta bene, secondo me dopo due infortuni così importanti devi provare e non sai cosa ti aspetta nella gara successiva. C’è una gestione interna, nel senso che si valuta di giorno in giorno, non sono nella partita precedente. Ci sono elementi che vengono fuori e vengono valutati in ogni allenamento. Lui non deve essere amareggiato di aver sbagliato il gol, magari lo deve essere del tiro che ha fatto. Sei dispiaciuto perché la colpisci male. Però poi la squadra, compreso lui, ha creato le opportunità. Si è più esigenti sulla finalizzazione, sul gesto che può dare la soluzione, perché la preparazione per far gol la squadra l’ha avuta. Non c’è nessun coniglio da tirar fuori dal cilindro, le possibilità le abbiamo create. Poi non abbiamo fatto gol, ma non è distante il passo. Però non abbiamo vinto ed è chiaro che ora ci si gioca molto in tutte le gare”.
BROZOVIC – “Brozovic sta bene, se non ci sarà niente di nuovo gli verrà affidata la regia della squadra perché sa prendersi responsabilità importanti ed è pulito nel far girare palla”.
MODULO – “Difesa a tre o a quattro? Sono tranquillo in entrambe le maniere, io devo lavorare per far sì che invece di 3-4 occasioni se ne creino 5-6. In difesa l’avevamo già fatto, a volte con entrambi i terzini molto aperti. Mi sembra sia poi fondamentale non tanto la composizione della difesa, ma ciò che determina per il resto della squadra la composizione. Se parto a tre, al di là di lasciare più liberi i “braccetti” di entrare, però poi ho gente da subito più vicina all’area. Perdo Candreva? Lo metto più vicino alla punta o a fare il quinto…”.
CANDREVA – “Va visto oggi ma già ieri ha fatto il possesso palla, è stato dentro l’allenamento”.
KARAMOH – “Potevo metterlo un po’ prima, ma se me lo ridomanda di nuovo… Capisco le stia a cuore, è un bravo ragazzo. Ci potrà servire”.
COSA DÀ LA DIFESA A 3 – “In più mi dà il fatto che domani giocando contro un 3-5-1-1 troviamo nella fascia centrale otto calciatori e da lì devi passare. Sbrogliare quella matassa non è facile per cui bisogna non dargli la possibilità di essere in superiorità numerica lì e ci palleggiano. Allo stesso tempo hanno Sau, che è una punta messa qualche metro più dietro e fa un grande lavoro attorno a Pavoletti. Quando buttano la palla dietro la linea difensiva arrivano con i due attaccanti e due centrocampisti e si prende gol come a Cagliari all’andata. Allo stesso tempo bisogna rompere il fortino difensivo a tre che hanno. La difesa a quattro si può rifare ma bisogna lasciar andare i terzini e hanno tanti metri da fare quando tornano indietro a fare il terzo centrale e ci sono situazioni pericolose. Ma si può giocare in entrambi i modi, è l’equilibrio che fa la differenza”.